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Nota sulle Poesie al minuto

Come fanno molti, Roberto Uberti ha iniziato a far versi da ragazzino.

Come invece fanno pochi ha continuato ostinatamente a verseggiare anche oltre l’età in cui si mettono i denti del giudizio, infestando con i suoi scritti dapprima taccuini, quaderni e foglietti, e dappoi comodi file elettronici.

Siccome lui non butta via mai niente, e in particolare gli spiace buttare via le parole che scarta quando scrive poesie perché, dopotutto, una parola che non serve oggi può servire domani, ha pensato di raccoglierle in liste ordinate, divise tra sostantivi, verbi, aggettivi, avverbi, eccetera eccetera.

Ogni elemento di queste liste è come un atomo: da solo combina ben poco, messo insieme ad altri atomi ha la capacità di diventare materia; in questo caso materia poetica.

Un certo giorno Roberto Uberti ha pensato che sarebbe stato divertente istruire il computer a pescare a caso un po’ di questi atomi, che lui chiama atomi sintattici, formando nuove poesie; e siccome un’altra delle sue manie è appunto l’informatica ha scritto le poesie al minuto, cioè testi poetici generati automaticamente ogni minuto mescolando in modo casuale questi atomi sintattici (lui è sempre stato affascinato dai generatori automatici di poesie).

E siccome l’idea non gli dispiaceva, a un certo punto (era il 16 novembre del 2006) ha aperto questo sito per infestare anche internet con le sue poesie al minuto; del resto, fino a maggio 2010 non aveva mai pubblicato niente in forma cartacea e il web gli era parso un modo comodo per pubblicare qualcosa.

Le poesie al minuto, a oggi, sono costituite da ventitre diversi schemi poetici formati in tutto da tremilaseicentotre atomi sintattici; più o meno ogni mese viene aggiunto un nuovo schema poetico, ma questo dipende dalla quantità di atomi sintattici che a Roberto Uberti spiace buttare via.