Ho un corpo che secerne anima da tutte le parti. Non uno solo dei miei pori è illeso e credo di essere simile a un palazzo che ha porte e finestre spalancate. Un vento burlesque mi fa continuamente irruzione come un pogrom impazzito e io ne resto attraversato, visitato.

Ogni fiocco d’ossigeno che respiro è impregnato di voci colori niente tutto tempo forse sotto sopra dentro fuori. Ne annuso le gravide fragranze e ne restituisco ciodue con diverse irrespirabili impregnanze. Ci penseranno poi le vegetabilità mondane a rirenderlo respirabile. Impregnato anche di me, ma respirabile.

Sono come una medusa plasmata dal mare. Il sole mi evapora, le pianure mi smagnetizzano, le quintessenze mi estrapolano. Mi dolgo di non essere atteso in qualche gesto elegantemente stanato.