I giorni disordinari sono quelli
dove il tempo incide lentamente la sua
voce di albicocca e alprazolam su una parete
costruita intorno al dolore di non conoscere
altro se non ciò che è già esistito
e nulla di poter creare dal nulla. Tutta
la materia e tutta la non materia
erano già da mo’. E noi siamo soltanto condannati
a scalfire un po’ per giorno il ghiaccio scuro
di quest’universo radunato tutto
sotto i nostri piedi inconsapevoli e difficili.