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	<description>Locus di ricerca e sperimentazione linguistica</description>
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		<title>Filmino in superotto</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 20:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Uberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Uscita di emergenza]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; uno squarcio e ha il colore del cielo la voce finita di chi resta ad attendere un altro passaggio di aerei, di chi rimane a osservare il bailamme silenzioso che si agita nel lontano colare del vuoto. L&#8217;universo è un luogo adeguato a passarci la vita, lo dicevano anche le supernovae che adeguavano il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; uno squarcio e ha il colore del cielo<br />
la voce finita di chi resta ad attendere<br />
un altro passaggio di aerei, di chi rimane<br />
a osservare il bailamme silenzioso<br />
che si agita nel lontano colare del vuoto.<br />
L&#8217;universo è un luogo adeguato<br />
a passarci la vita, lo dicevano<br />
anche le supernovae che adeguavano il loro<br />
ansimare lucente al ritmo del buio. E insegnavano<br />
all&#8217;uomo, all&#8217;omino con il naso all&#8217;insù<br />
i colori di tutta una stella, e le voci<br />
di un altro fraseggio, di un altro cercare<br />
ciò che non si lascia trovare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Passim</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 22:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Uberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Micropoesia]]></category>
		<category><![CDATA[Tanka]]></category>
		<category><![CDATA[Uscita di emergenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Avanzeranno minuscole domande nelle mie mani. E forse saliranno da sole fino al cielo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avanzeranno<br />
minuscole domande<br />
nelle mie mani.</p>
<p>E forse saliranno<br />
da sole fino al cielo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Muffole di lana</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 21:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Uberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Uscita di emergenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Camminare lentamente fino a conoscere il punto esatto in cui il gemito del dolore confina con la voglia di correre e di fuggire oltre le nevi felici, le montagne nascoste e le luci ferite dentro gli occhi. Camminare ancora. Fino a non fermarsi mai.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Camminare lentamente fino a conoscere<br />
il punto esatto in cui il gemito del dolore<br />
confina con la voglia di correre<br />
e di fuggire oltre le nevi felici, le montagne nascoste<br />
e le luci ferite dentro gli occhi.<br />
Camminare ancora. Fino<br />
a non fermarsi mai.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Note del carradore ammalato</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 22:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Uberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Uscita di emergenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni vicenda non ha un inizio esatto né una fine vera. Ogni vicenda è solo un tratto di sfuggita nel corso inquieto e serio di un fiume costretto a bersi tra gli argini più o meno austeri di una regione antica dove tutta l&#8217;acqua è sempre uguale e sembra già passata mille volte, dove il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni vicenda non ha un inizio esatto<br />
né una fine vera. Ogni vicenda<br />
è solo un tratto di sfuggita<br />
nel corso inquieto e serio di un fiume<br />
costretto a bersi tra gli argini<br />
più o meno austeri di una regione antica<br />
dove tutta l&#8217;acqua è sempre uguale e sembra<br />
già passata mille volte, dove il soffiare<br />
della luce, o del buio, è solo il segno<br />
indifferente di un&#8217;altra differenza. Perciò<br />
ogni vicenda è stata già descritta<br />
in qualche acquoso sussultare e districarsi<br />
tra pietre tumefatte. Perciò ogni vicenda<br />
galleggia e affonda e sale in una lunghissima corrente<br />
come una foglia nuda d&#8217;incoscienza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I giorni disordinari</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 20:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Uberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Uscita di emergenza]]></category>

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		<description><![CDATA[I giorni disordinari sono quelli dove il tempo incide lentamente la sua voce di albicocca e alprazolam su una parete costruita intorno al dolore di non conoscere altro se non ciò che è già esistito e nulla di poter creare dal nulla. Tutta la materia e tutta la non materia erano già da mo’. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I giorni disordinari sono quelli<br />
dove il tempo incide lentamente la sua<br />
voce di albicocca e alprazolam su una parete<br />
costruita intorno al dolore di non conoscere<br />
altro se non ciò che è già esistito<br />
e nulla di poter creare dal nulla. Tutta<br />
la materia e tutta la non materia<br />
erano già da mo’. E noi siamo soltanto condannati<br />
a scalfire un po’ per giorno il ghiaccio scuro<br />
di quest&#8217;universo radunato tutto<br />
sotto i nostri piedi inconsapevoli e difficili.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ammiraglio a tribordo</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 22:30:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Uberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Uscita di emergenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Uscirò all&#8217;aperto durante la prossima tempesta e camminerò, tenendomi come posso, fino al punto più nudo della nave e lì deciderò di respirare fino al midollo tutta la furia sfracellatrice del mare. Mi lascerò divorare dall&#8217;urlo nitido dei colpi di mortaio del cielo. Mi farò uno con il vento freddo e sarò lo scudo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uscirò all&#8217;aperto durante la prossima tempesta<br />
e camminerò, tenendomi come posso,<br />
fino al punto più nudo della nave<br />
e lì deciderò di respirare fino al midollo<br />
tutta la furia sfracellatrice del mare.<br />
Mi lascerò divorare dall&#8217;urlo nitido<br />
dei colpi di mortaio del cielo.<br />
Mi farò uno con il vento freddo<br />
e sarò lo scudo di me stesso al fragore<br />
di mille tuoni. Aspetterò.<br />
Aspetterò e guarderò negli occhi<br />
il mare andato via.<br />
Ma il mare tornerà da me, buono<br />
come un bastardino abbandonato.<br />
E io, che ne ho affrontato l&#8217;incubo<br />
e ne ho vegliato il sonno delirante,<br />
io ne sarò padrone.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I giorni ieri</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 21:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Uberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Uscita di emergenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è giorno ieri. Tutte le seggiole vuote hanno la voce graffiata di chi attende. Tutte le campane si agitano mute e non sanno più suonare. Aprono le bocche all&#8217;aria come attendessero di essere nutrite. Tutti i davanzali sono chiusi fuori. Attendono la sosta di un piccione o l&#8217;aprirsi di un vetro con dentro una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è giorno ieri. Tutte le seggiole vuote<br />
hanno la voce graffiata di chi attende.<br />
Tutte le campane si agitano mute<br />
e non sanno più suonare. Aprono le bocche<br />
all&#8217;aria come attendessero di essere nutrite.<br />
Tutti i davanzali sono chiusi fuori. Attendono<br />
la sosta di un piccione o l&#8217;aprirsi di un vetro<br />
con dentro una ragazza che si affaccia per fumare.<br />
Tutti quei gesti che si vedono per strada<br />
di gente che si parla e non si sente, son tutti gesti<br />
dell&#8217;attesa, fatti apposta per aspettare meglio.<br />
Si comincia con l&#8217;attendere. Si finisce che si è atteso.<br />
Si aspetta tutto quello che è passato<br />
e tutti i giorni sono giorni ieri.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Popeline</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 19:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Uberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Uscita di emergenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi arriveranno a trovare i confini ricominciati del labaro turchino quando mi iscriverò per l’ennesima volta al corso di accondiscendenza nella speranza di addurre scuse sempre più vaste per non frequentarlo e restarne impicciato solo quando non serve, ossia sempre, e restarne abbastanza intrappolato da servirne su un piatto d’argento gli inutili corredi di nozze. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi arriveranno a trovare i confini ricominciati del labaro turchino<br />
quando mi iscriverò per l’ennesima volta al corso di accondiscendenza<br />
nella speranza di addurre scuse sempre più vaste per non frequentarlo<br />
e restarne impicciato solo quando non serve, ossia sempre, e restarne<br />
abbastanza intrappolato da servirne su un piatto d’argento gli inutili<br />
corredi di nozze. Di quando in quando mi avvedo di granitiche stoffe<br />
colorate sparse qui tutt’intorno, come fossi dentro un negozio di foderami<br />
con gli scaffali abbonati all’odore di tessuto e legno di plastica<br />
e mia mamma che ci andava a comprare due metri di popeline nelle bianche<br />
mattine di estate senza la scuola. Ogni cosa, allora come ora, avrebbe<br />
da raccontare l’intero universo come fosse un’affiche appena poco più grande<br />
dei tabelloni della reclame sui fianchi della strada statale che da Binasco<br />
conduce a Pavia. Guardo i tabelloni, ci sono le vite là sopra. Sembrano<br />
imprigionate sulla superficie piatta, tendono braccia di carta come<br />
a implorare di uscirne. Sorridono mentre lo fanno, hanno bisogno<br />
di un pubblico. La nebbia gli arriva presto, nei pomeriggi d’inverno,<br />
e i loro sorrisi incanutiscono su ginocchia invisibili. Poi arriva<br />
anche il buio e tutto sembra buono e cattivo al tempo stesso, incluse<br />
le mie mani destre e le mie mani sinistre che mi appoggiano la testa<br />
destra e la testa sinistra sull’umido concerto di molecole che<br />
fino a quando mi pogano dentro allora io sono vivo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Disincontri</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 20:10:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Uberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Uscita di emergenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi era a tirare i fili quella sera rotta di luce febbricitante e innamorata con tanta persino neve nelle aiuole imbranate come pievi nella nebbia in mezzo nude al praticciolo povero del condominio scritto tra le rughe inenarrabili della città scartata, chi era? E chi si compiaceva di essere capace di accondiscendere senza rumore alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi era a tirare i fili quella sera<br />
rotta di luce febbricitante e innamorata<br />
con tanta persino neve nelle aiuole<br />
imbranate come pievi nella nebbia<br />
in mezzo nude al praticciolo povero<br />
del condominio scritto tra le rughe<br />
inenarrabili della città scartata, chi era? </p>
<p>E chi si compiaceva di essere capace<br />
di accondiscendere senza rumore alle richieste<br />
di un amore poco e stanco<br />
con le braccia tutte ben conserte<br />
in piazza ad aspettare il tocco delle ombre<br />
sul mezzogiorno chiuso come una conserva<br />
di pomodori rossi, chi si compiaceva?</p>
<p>E chi restava ultimo a guardare fisso<br />
l&#8217;andare giù del sole dopo le consegne storte<br />
del giorno che sventrava le domande<br />
dopo averle pelate come mele o come<br />
patate da mettere a lessare in un tegame<br />
farcito di brodame spilungato e pazzo<br />
sul fuoco delle derisposte, chi restava? </p>
<p>Tutti chiesero a nessuno.<br />
Nessuno chiese a tutti.<br />
Nulla fu tutto. Tutto fu nulla.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di rincorsa</title>
		<link>http://www.robertouberti.it/di-rincorsa.html</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Aug 2011 20:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Uberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Micropoesia]]></category>
		<category><![CDATA[Tanka]]></category>
		<category><![CDATA[Uscita di emergenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora i guardiani dal posto di vedetta sono fuggiti. Mare rimane solo e beve tutto il vento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora i guardiani<br />
dal posto di vedetta<br />
sono fuggiti.</p>
<p>Mare rimane solo<br />
e beve tutto il vento.</p>
]]></content:encoded>
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