Sono il vestirsi della sera
ultima di maggio
dove il cielo si iscrive con zampe di ragno
e qualche prima cicala prova a morire nel prato.
Ascolto in quasi silenzio
le parole di un istante che viene di lungo
come il fischio di una locomotiva lontana
e un senso di sogno si accende
molteplice
sulle mie spalle esterrefatte.