Un bacio abbracciato
è una scala a chiocciola che sale
nella mansarda più intima della casa,
quella dove hanno rifugio
i tempi le nevi le afe
e ogni respiro della vita.
Un bacio abbracciato
è una scala a chiocciola che sale
nella mansarda più intima della casa,
quella dove hanno rifugio
i tempi le nevi le afe
e ogni respiro della vita.
Senza saperlo
sono incappato nella vita.
E rubo pezzi di sempre
a un’anima farlocca.
Quello che resta
nelle pagine illette del tempo
è la soglia vuota di passi
è il colore rimasto indipinto
è l’odore sfornito di sole.
Ogni gesto
è un cammino di fumo.
Ogni assenza
ha l’odore del futuro andato a male.
Ogni ritorno
è partenza verso un altro viaggio.
Ogni passo è abbastanza lungo
per abitare in tutte le distanze.
Faccio nido sulle ali anoressiche
di un pioppo invernalmente nudo
e puntuto aguzzo verso
un cielo nuvolosamente assente.
C’è un basso volo d’acqua
che veste il fiume e imbeve l’orizzonte.
Va verso
un quieto odore di luce.
Mi sta abbracciata addosso
più fedele di una catena
la feroce sensatezza di esistere
consapevolmente inconsapevole.
Nello spazio dei colori taciuti
mi insaponerò gli occhi con schiuma d’acciaio.
Ma l’anima sarà un altro tempo.
Sono la lunga corrente
di un fiume che si incurva nelle ridotte anse
del giorno divorato.
Ogni riva è un graffio.