Per frattale intendiamo “un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse, ovvero che non cambia aspetto anche se visto con una lente d’ingrandimento” (Wikipedia – voce Frattali).

Possiamo applicare il concetto di frattale anche alle parole? Certamente.

Osservare una parola con una lente d’ingrandimento significa osservarne la sua struttura verbale, cioè individuare le lettere di cui è composta.

Per esempio, la parola “cane” è costituita da quattro lettere: c, a, n, e.

Ma come pronunciamo le singole lettere che abbiamo appena scritto?

Ci, a, enne, e.

Ecco che, le singole lettere, ci appaiono a loro volta essere delle parole. Quindi, in quanto parole, possono essere osservate al microscopio a loro volta.

La parola “ci” è costituita da una c (ci) e da una i.
La parola “a” è costituita da una a.
La parola “enne” è costituita da una e, da due n (enne) e da una e.
La parola “e” è costituita solo da una e.

Ricapitoliamo:
1 – cane
2 – ci a enne e
3 – ci i a e enne enne e
4 – …

Potremmo continuare all’infinito. A ogni nuovo passaggio smonteremo le parole via via ottenute in altre parole ancora.

Questo è il concetto di “parole frattali”.

Per sperimentarlo, qui sotto c’è un programma che consente, inserita una parola qualsiasi, di osservarne fino a sei reiterazioni di smontaggio.

Il programma riconosce anche i numeri come parole e smonta come tali le cifre di cui sono composti.

Spuntando la casella “Separatore” è possibile inserire un trattino di separazione tra gli elementi smontati.

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