Gli enimmi proposti in questo sito appartengono alla famiglia della “crittografie pure”. La sagace solutrice o il sagace solutore dovranno comprendere quale arcano si cela sotto le apparenti accozzaglie di lettere contenute nei riquadri, agendo come si agirebbe con i rebus. Si dovrà, in particolare, far caso alla posizione delle lettere, al loro numero, ai loro accostamenti e posizioni, ai loro movimenti, alle loro apparizioni o sparizioni e a qualsiasi altro elemento contenuto nei riquadri. Tutto può essere buono per giungere alla soluzione, la quale è solitamente una breve frase o una singola parola. Come nei rebus, la chiave numerica fornisce appropriate indicazioni.
In alcuni enimmi è presente un pulsante “Avvia l’enimma”. Si tratta di quegli enimmi nella cui soluzione gioca un ruolo importante anche la dinamica animata dell’enimma stesso.
Il pulsante “Vedi la soluzione” fornisce immediatamente la risposta esatta, ma la sua funzione dovrebbe essere quella di semplice controllo della risposta data, giammai di comoda scorciatoia.
Avvertenza per i puristi: raffinatezze tecniche come equipollenze e cesure sono qui largamente svillaneggiate. Non certo per mancar di rispetto verso la nobile arte dell’enimmistica, bensì per non tirarcela troppo. In fondo sono solo giochini.
Per frattale intendiamo “un oggetto geometrico che si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse, ovvero che non cambia aspetto anche se visto con una lente d’ingrandimento” (Wikipedia – voce Frattali).
Possiamo applicare il concetto di frattale anche alle parole? Certamente.
Osservare una parola con una lente d’ingrandimento significa osservarne la sua struttura verbale, cioè individuare le lettere di cui è composta.
Per esempio, la parola “cane” è costituita da quattro lettere: c, a, n, e.
Ma come pronunciamo le singole lettere che abbiamo appena scritto?
Ci, a, enne, e.
Ecco che, le singole lettere, ci appaiono a loro volta essere delle parole. Quindi, in quanto parole, possono essere osservate al microscopio a loro volta.
La parola “ci” è costituita da una c (ci) e da una i.
La parola “a” è costituita da una a.
La parola “enne” è costituita da una e, da due n (enne) e da una e.
La parola “e” è costituita solo da una e.
Ricapitoliamo:
1 – cane
2 – ci a enne e
3 – ci i a e enne enne e
4 – …
Potremmo continuare all’infinito. A ogni nuovo passaggio smonteremo le parole via via ottenute in altre parole ancora.
Questo è il concetto di “parole frattali”.
Per sperimentarlo, qui sotto c’è un programma che consente, inserita una parola qualsiasi, di osservarne fino a sei reiterazioni di smontaggio.
Il programma riconosce anche i numeri come parole e smonta come tali le cifre di cui sono composti.
Spuntando la casella “Separatore” è possibile inserire un trattino di separazione tra gli elementi smontati.
Vieni mare. Docilmente.
Ad aggredirmi a tempo i piedi che s’inzuppano
dentro la polpa fradicia della battigia.
Lentamente.
A coccolare le mie impronte adultescenti, mie
memorie di cristallo inginocchiato.
Che nave accosta all’orizzonte, che nave
attracca sulla linea di confine in capo al cielo?
Ed è una nave, quella, o è solo il simulacro
della mia anima gettata in pasto ai lembi aperti della luce?
Il silenzio di ciò che mi è lontano è tutta tomba
sopra la quale io mi sporgo con acribia
dopo un vorace giro di mestesso.
Eccolo qui: il mestesso passeggiante
accanto ai fragili sussulti di questo mare implume
comparso chissàcome
tra gli universi ticketless del mondo.