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Locus di ricerca e sperimentazione linguistica

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Scorgo nei fasti imperfetti dell’inquietudine
tutta l’allegra inconsapevolezza di essere soltanto
una gran bolla di sapone organico
soffiata in aria da una ragazzarra
distratta e indifferente.

Nulla di ciò che appare
appare veramente.

In fondo alla cesta della biancheria
rimane sempre un pedalino spaiato
e un sentore asprodolciastro di vita
usata.

Cordace

Ciascuno è nella
propria solitudine
una sorta di
poeta dissonante
incapace di vuoto.

Ti resterò qui
attendente come un appuntamento da confermare
come una fontana da aggiustare
come un orologio che si sarà sgualcito.
Mi sarai nelle braccia
senza sottomissione alcuna, proprio come fossimo
anneganti in una vasca di eternità illuminata a giorno
da riflettori neri e lontani
o come fossimo coricati dentro
un campo di girasoli rossi
col cielo che ci cammina addosso
lentamente e ci calpesta
e ci agguanta sorridendo.
Passano stormi di gabbiani. Bianchi
perché abiti di vento.

Andirivieni

Fiuto la sera
che si inchina sul mare
e soffia voci.

Nulla è dentro me stesso
tranne un altro lontano.

Oramai

Saranno state
le quattro di un mattino
andato a male.

Nei miei occhi scartati
stava annegando un sogno.

Dissi pare

Questo gridare
disperso nella notte
si chiama vita.

È l’andarsene via
tra boati di buio.

Sono un complice
così inaffidabile
di ogni me stesso!

Sto deragliando su te
come un treno in naufragio.

Prima è un soffio, quasi
non percettibile, poi diventa
un sussurro lento, lieve di ricami
e dopo un sibilo, un fischio accennato
ma non acuto, come cantato,
e dopo diventa un dire, un affermare,
che poi progredisce verso un alzare di voce
sempre più alto, fino a diventare
un urlo, un grido sempre più
acuto, immane, fino a
scoppiare come punto da un ago di luce.
Era la vita.

Remember me

Amorelupo
condiviso nel cielo
fitto di luna.

Mi sbranano le stelle
e il feroce sognare.

Placenta

Ti partorisco
nell’acqua della voce
che mi spalanca.

Accadevi dentro me
come luce incompiuta.